Gravavano tedio e silenzio. E se la siepe diradava o cessavano i filari degli olmi, appariva, a sinistra, la costa montana, che nebbiosa, senza cime, escludeva l'orizzonte con limite uguale e dava pur essa il senso di una solitudine lunga.
[pg!52] Finchè, dopo una calata, la strada svoltò ancora, improvvisamente... Oh! Meraviglioso! Allo sguardo si aperse, libero e vasto, un meraviglioso scenario. Il passaggio dalla uniforme e scarsa veduta a quell'inatteso spettacolo fu così repentino che ad Elena sfuggì un'esclamazione di gioia.
La strada rasentava la riva del fiume, che precipitava a picco, profonda; e il fiume, svelato di un tratto, spaziava bianco nel greto, brillava a raggi intermittenti nell'acqua: la sponda opposta declinava verde, folta, sparsa di case; e laggiù, dove le rive si distendevano a valle era, da una parte, la chiesa, bianca, grande, col rosso campanile e una fila di pioppi; e dall'altra parte, una tenera frescura di erba, e tra gli alberi festonati di viti, in gruppi, le case del villaggio. Congiungeva le rive un nuovo ponte a begli archi; sorgevano nello sfondo le montagne, prima azzurre, quasi a respirare nel cielo sereno; poi svanivano in una luce cinerea.
— Sant'Elpidio — disse il vetturale.
E in quella dilatata ampiezza, dall'una all'altra di quelle chiare e ariose rive, correva, come per affrettarsi avanti il morir del giorno, una vita possente di suoni e di voci.
Contadini che incitavano i buoi; donne e ragazzi che si chiamavano e rispondevano; muggiti di vitelli; canti di galli; densi cinguettii di passeri. Quindi il tinnire di un'incudine. Quindi, anima che raccoglieva mille anime e interrompeva mille [pg!53] echi, più forte e vibrante si diffuse il suono delle campane.
Elena Baschi, commossa, pensava.
Con l'orgoglio di bastare finalmente a sè stessa, con la superiorità che le prometteva la cultura della Scuola Normale, con la fiducia di aver a compiere una nobile missione non l'attendevano forse lieti giorni in così mirabile luogo? Non potrebbe sperare anche là d'esser degnamente amata? Gli otto mesi da trascorrere a Sant'Elpidio non sarebbero almeno, per lei, come la vigilia di una festa avvenire, la prova meritoria della felicità avvenire?
***
Prese a dozzina la nuova maestra una vedova, vecchia di forse sessant'anni, piccola e grassa; col viso grinzoso, cotto dal sole. Gli occhi vivi; non brutta, e ridente. Ma doveva essere avara, perchè il vitto, abbondante e buono ai primi giorni, andò scemando in quantità e qualità; e nei modi la vecchia dava a vedere una rozzezza inasprita dai pregiudizi e dalle costumanze incivili. Così, faceva che l'ospite desinasse e cenasse sempre sola, sebbene la tavola fosse apparecchiata per due; per l'ospite e per il figlio Agostino, il tiranno.