— Io con la quiete non posso dormire. Ho bisogno, per dormire, delle cannonate. Il farmacista invece mi ha dato delle polverine; e io ne ho data una...
Il colonnello scoppiò a ridere. E si avviava. Se non che l'attendente balzandogli davanti e mettendosi in posizione, seguitò:
— A svegliarsi e a vedersi vicini si meraviglieranno anche loro, di essersi così amicati, e saran sempre buoni amici: vedrà!.
[pg!86] — Ho capito! ho capito!
Non era un bel matto?
Quante volte però, non molto tempo di poi, all'orecchio dell'ufficiale dovevan tornare quelle parole: «Io con la quiete non posso dormire».
V.
Nè i due vecchietti erano felici, perchè il dolore del mondo varcava il breve confine della loro solitudine.
La lettura del giornale, di cui avrebbero potuto fare a meno e non potevano, lasciava in loro un turbamento, un senso indefinibile — più che di sgomento — di pena e di pietà, e dicevano, senza saperlo, delle cose profonde.
— Con tanta miseria d'intorno, fra tanto soffrire, si ha quasi rimorso di vivere tranquilli; pare che Dio ce ne debba tener conto per castigarci anche noi, presto o tardi.