Senza sospetto, in fine, ella porge una moneta a Riccardo e s'avvia; ma l'ignoto mendico [pg!79] con la foga degli ultimi spiriti avvinghia delle braccia il figliolo e lo stringe, disperatamente, e lo bacia, e al grido del fanciullo la donna manda un grido di terrore e d'amore vedendo il marito cadere, corpo morto, riverso. [pg!80]

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[DISPERAZIONE]

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[pg!83] Di tre vergini, che in una casa presso la chiesa di Rumello vivevano sole nella religione, la piú giovane superava le due altre co 'l fervore della sua fede. Ancora bambina, orfana di genitori nobili, l'avevano condotta seco le due altre e allevata fuori del mondo nel timor di Dio; ed essa era cresciuta fanciulla serbando la mente pura e l'animo semplice nella severa e sincera abitudine della devozione. Neppure le turbò il pensiero lo sviluppo dell'adolescenza: che se talvolta le espressioni dei concetti mistici e quei discorsi delle compagne intorno le nozze con Dio e la dilettazione dello sposo celeste le penetravano nell'imaginativa a suscitarle il sospetto e quasi la sensazione del significato proprio, súbito ritorceva lo spirito piú acceso dal segreto [pg!84] moto sensuale a vedere il Nazareno che accoglieva, irradiato della sua luce eterea e sublime, l'anima d'ogni vergine degna delle sue nozze: la Madonna benediceva sorridendo e sorridevano tutti intorno, tra i concenti di musiche arcane, i santi e i cherubini.

Dio la soccorreva anche nei sogni. E le visioni mirifiche, il giorno, ora l'esaltavano a strane gioie ed ora l'umiliavano con dolore acerbo. Nel gaudio era Dio che scendeva a lei? Ella ascendeva a Dio e sentiva l'anima sua dilatarsi, rifulgere, come dissolversi per la grazia del divino amore; e s'abbandonava, inebriata, al rapimento sovrumano.

Solo nel crepuscolo della sera, il Signore le pareva piú lungi, troppo lungi, da lei; e per fuggire alle tenebre imminenti l'anima sua provava il desiderio d'uscire dalla carcere corporea, di tornare là ond'era venuta al mondo e dove Dio l'attendeva, purificata da l'umano patire, con infinito bene. Oh perché non aveva penne da levarsi libera e lieta dalla terra? Non era ancora degna di morire: il suo sposo troppo piú di lei [pg!85] aveva sofferto; e prima di rivolgere al cielo gli occhi desiosi Egli aveva faticato sotto il peso della croce e sanguinato da orribili ferite e pianto; essa né sapeva piangere di quelle lagrime, né poteva bagnare l'anima nel sangue dell'agnello, né provare entro la carne gli spasimi del Crocefisso: mentre piangeva, essa scorgeva Cristo crocifisso nel sole che calava con un fulgore sanguigno all'orizzonte.

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Ma un giorno di festa all'oratorio della chiesa cantarono alcuni valenti cantori. Dal luogo nel quale stava, non veduta, la vergine non vedeva persona, solo udiva; e negli intervalli udiva il bisbiglio vago, l'udibile silenzio della folla ristretta che prega e che ascolta; e salivano a lei ondate d'incenso, di caldo e quasi palpiti di vita. Ripreso, il canto si devolveva grande e solenne senz'avere in sé modo alcuno che non convenisse a glorificare Iddio; pure una voce tra le altre del coro piú alta e piú snella la distraeva suscitandole come la pena [pg!86] d'un'antica sciagura — e non sapeva quale — ridesta e confortata in una dolcezza di ricordo indefinito, o, piú tosto, il presentimento d'una pena prossima cui già tardasse una consolazione attesa — e non sapeva quale. Senza che pensasse: non madre, non parenti, nessuno, altro che Dio!, ella sentiva tutta la malinconia di questo pensiero nel suo cuore vuoto.

E un altro giorno dal basso, dal villaggio, tra il murmure delle voci e delle opere, le giunse un canto d'uomo e credé riconoscere il cantore dell'oratorio. La voce dell'uomo non piú tenuta ai modi lenti e fermi della salmodia seguiva il vario ritmo della canzone, cosí dolce ad udire che la vergine l'ascoltò per afferrarne ogni parola: parole d'amore, soavi, fervide, mirabili vennero a lei, oltrepassarono e si dileguarono lontano nel rumore torbido, lasciandole ora un'impressione definita di meraviglia e di sbigottimento perché da esse aveva compreso espandersi al sole e all'aria libera tutta la felicità piena e baldanzosa della vita umana; perché aveva veduto il giovane che cosí cantava. Sbigottita, ella non si ritrasse [pg!87] quando a rivederlo nei dí seguenti fu veduta da lui; meravigliata, non si ritrasse quando s'accorse ch'egli lodava in lei la bellezza della donna amata e l'attendeva e la cercava e la sollecitava ad osservare in lei medesima la bellezza della donna amata. E finalmente una forza, una smania piú valida della sua volontà la spinse, avvolta di lusinghe e non piú inconscia della colpa, nell'inganno. Quando, finalmente, poté vederlo vicino, quell'uomo, udirlo vicino, essa soggiacque.