LISTAGIRO. Párochros chiè
sapròs, hipnilòs, philárghiros, chriódis…

Sú! Tien. Ben tócco.

GIRIFALCO. Oimei! M'ha rotto il capo.
Non poteva piú star. Mi portan via,
a l'inferno. Oimei! Orgilla! Aiutami.
Son morto. Oh!

LISTAGIRO. Órseo, orchózo, chielévo, epióntes. Riportatel qua nel cerchio. Fate che non vi ponga tutti quanti ne le catene. Parvi che sia giusto volernelo portare, in mia presenza, sol per dire «oimei»?

PILASTRINO. Meriteriano
che gli leggassi tutti. Tun! tun! tun!

GIRIFALCO. Oimei, anima mia! ché sarò morto
prima ch'io t'abbi.

PILASTRINO. Or abbiam bello e fatto.

LISTAGIRO. Rimedio non v'è piú.

GIRIFALCO. Son morto. Aiuto!
Misericordia! Oimè! O Pilastrino,
m'han preso per il collo.

PILASTRINO. Oimei! Fo voto
Mi portano ancor me.

GIRIFALCO. San Gimignano! Una testa di cera, s'io ne scampo. Ribbaldella, sarai pur di me sazia, che sei cagion di questo. O Satenasso, perché mi legghi sí le mani e i piedi? Lasciami, priego, ritornare a casa, ché non sono ancor morto. E ti prometto di mutar vita ed andare in un bosco a mangiar l'erba e farmi un uomo santo. Oimè! che la corata mi si schianta di doglia; ché giá sento, in fin di qui, rompere i miei cascioni che i vicini denno rubbarmi. Che sia maladetto mio padre e la mia madre e la mia balia che non mi soffocorno quando nacqui, per venire a tal punto! Ah, vita mia! Dove debbe essere or quel boccolino? Se tu 'l sapessi, di tanta disgrazia, l'avresti pur per male. Oimei! O Lúcia! Oimei! M'han rotto un braccio. Oimè! la testa. Mi strozzan tuttavia. Sono a l'inferno, in mezzo al fuoco.