PILASTRINO. Mi farai morire com'un uom disperato. Se fai questo, non camperò duo dí.

CRISAULO. Va'. Son contento. Porta qui tutto quello c'hai del suo. Ed io, perché non mora, ti prometto di lasciartene il terzo; gli altri voglio rendergliel'io.

PILASTRINO. Lo voglio fare, orsú! Ché pure, in vero, non potrei tenergli senza peccato; e forse ancora, un tratto, glieli rendeva io istesso.

CRISAULO. Mal per lui, se stava a questo!

ATTO V

SCENA I

Filocrate, ritornato di Spagna, piú che mai nel suo amore acceso, per entrare in casa di Lúcia e non esser cognosciuto, viene in abito di pelegrino dimandando limosina in lingua spagnuola; ed è a la fine da la madre accettato in una corte come pover'uomo: ove, con Demofilo socero di Calonide, entra ne le lodi de l'imperatore e di piú principi.

FILOCRATE ritornato pelegrino, FRONESIA, CALONIDE, DEMOFILO vecchio.

FILOCRATE. Ai de mi! O personas de bien, aiudadme con limosna. O quien hallasse alguna alma tan devota la qual oviesse piedad d'este pobre peregrin, maldispuesto, que a llegado a estos dias del sepulcro! O muger de bien, llamadme un po a vuestra señora; que io me muero de necessidad, por que pasa de ocho dias que io camino con la fiebre.

FRONESIA. Oh che fastidio! Ti s'è pur fatto giá due volte o tre limosina. Ma siete certe genti che vi fermate a la prima in un luogo e pensate ivi, senza andare attorno, aver le spese. Bisogna, fratello, andar cercando come fanno gli altri. Non hai detto che chiami mia madonna?