--Povera giovane!
--Povera davvero!... Fu appunto in quei giorni, dopo averne appreso la tristissima storia, ch'io stesso la vidi in casa del mio amico. Vi era venuta a supplicarlo di raccomandarla presso a qualche famiglia di conoscenti per farle ottenere un posto di istitutrice, di cameriera.... un posto qualunque pur di vivere onoratamente. Mi fece pietà. Ben di raro ho visto una faccia più dolcemente buona e rassegnata; ben di raro intesi una parola più soave o piena di tristezza. Mi fece pietà ancor maggiore quando io seppi il suo nome....
--Qual nome?--domandò subito il professore.
--Loreta Lambertenghi.
--Loreta!--esclamò la signora Chiara con grande sorpresa.--Loreta, la figlia di Prospero Lambertenghi!
--Sì, la figlia di Prospero Lambertenghi e della povera Cannila Sant'Angelo. Ah! è stata ben fortunata la povera Camilla di morir così presto per non vedere il triste destino riserbato alla sua creatura!
--Ma dunque il Lambertenghi?
--Ha finito la sua miserabile esistenza. È morto a Sidney, in un ospitale di suore francesi, dieci mesi sono. La notizia della sua morte deve aver portato un ultimo colpo sulla salute malferma della sua sfortunata figliuola.
--Poveretta, poveretta!--sclamò la signora Chiara con accento commosso.
E un improvviso silenzio si fece fra i tre interlocutori di quella scena.