--Ah! laggiù!

--Sì: ed ecco mia madre, che ci sta aspettando. Infatti a piede del viale che saliva alla casa, fiancheggiato di vecchi pini, la signora Chiara, avvolta nel suo sciallino di lana scura e colla sua cuffietta nera in capo, li stava aspettando.

Con un sorriso sulle labbra la buona donna si avvicinò al carrozzino quand'esso sostò, e affabilmente, con quel modo incoraggiante che concilia di primo acchito la simpatia, tese le mani a Loreta.

La giovane balzò a terra, afferrò le mani della signora e con espansione, vincendo con uno sforzo la riluttanza di lei, gliele baciò replicatamente:

--Come la ringrazio! come la ringrazio!

La signora Chiara si strinse la ragazza al petto, dandole un bacio sulla bocca:

--Ma che, ma che! Siate benvenuta nella nostra casa. Lassù c'è bene un posto anche per voi....

Loreta, confusa, sorpresa quasi, da quell'accoglienza tanto affettuosa, si provò indarno a parlare. Le parole non le uscivano, mentre una lagrima le scorreva giù per le guance patite.

La signora le cinse col braccio la vita e riprese il cammino verso la casa.

--Aveva ragione Prè Letterio,--disse dopo un lungo silenzio la giovane,--aveva ragione quando mi scrisse che avrei trovato la bontà più grande....