—Voi avrete l'onore di comandare l'avanguardia contro i cafoni e i soldati regi, io gli soggiunsi.

Ed egli al suono di questi accenti mi guardò con occhi dilatati e fissi che pareano di porcellana. Indi sillabò:

—L'avanguardia!

—Senza dubbio, il posto d'onore a voi, maggiore delle milizie cittadine, paesano e promotore della impresa.

Nullo conchiuse il dialogo ordinando di ricondurlo alla carrozza, e volgendo il discorso a lui:

—A Bojano, difilato. Vi raggiungerò con due battaglioni. Frattanto esplorate i disegni e i movimenti del nemico.

Il pover'uomo, carezzandosi la testa calva e acconciando dalla nuca verso le tempia i radi capelli grigi, avea il sembiante di persona oppressa dal presentimento che i cafoni gliel'avrebbero fra poco cimata e confitta in una picca.

—Voi mi sagrificate! borbottò con voce suffusa da un gemito.

Accompagnandolo alla carrozza lo confortavo con l'adagio che—un bel morir tutta la vita onora.—Però quell'afflitto d'un tratto si rifece snello, e pel sùbito fulgore degli occhi scopersi dalla punta di un'ala il pensiero d'irsene a Napoli per altra via. Sedutosi con tutto agio, e da quell'accorto ch'egli era, mi disse, con aria di persona rassegnata:

—Avrei preferito di andare in compagnia vostra, come voi proponeste.
Indi al cocchiere: Gennariello, per Bojano.