Poi dirigendosi al suo Basso fedele:—La carrozza per le cinque.

—Scommetto che il generale, Bixio nell'andarsene bisbigliò a Basso, fa assegnamento di pigliarsi con una scarrozzata le due brigate borboniche.

Garibaldi rifecesi brioso e ringiovanì come al padiglione della reggia di Palermo. Nella sua lunga missione di liberatore, quel giorno deve segnalarsi fra i più luminosi perchè dei più decisivi.

Calatafimi preluse a Palermo: Reggio a Napoli. Aggiugni che lo sbarco a Melito gli costò più pensieri dello sbarco a Marsala.

Volgendo il discorso al marchese Trecchi suo aiutante, inviato e agente di Vittorio Emanuele, dissegli con qualche mestizia, ma senza amarezza:—Il vostro ammiraglio Persano aveva l'ordine di lasciarmi colare a picco.

Quivi Nullo mi susurrò in linguaggio bergamasco:—E senza la miseria d'un palischermo per salvare il marchese, amico di casa!

Udillo il generale e rise; indi ripigliò:—Per passare lo stretto ci fu mestieri girare mezzo Mediterraneo da Messina a Caprera, a Palermo, alle acque di Malta, a Melito, e Persano con due fregate gustava da Messina la musica delle cannonate borboniche contro i nostri tapini vapori da trasporto.

—L'ammiraglio ed i suoi padroni vollero tributarvi tutto il merito dell'impresa, generale, io soggiunsi ironicamente, sbirciando il marchese il quale, uomo senza fiele, e forse impensierito del bagno in cui l'avrebbero abbandonato gl'ingrati amici, si ritirò con noi facendo eco alle celie.

Alle cinque Garibaldi chiamò Missori, promosso la vigilia a tenente-colonnello:—Precederete colle guide la mia carrozza verso San Giovanni, non più d'un miglio.

—Permettete, generale, che vada anch'io colle guide? dimandai. Ed ottenni.