—Che! anche se vieni non ci metteranno insieme. Non apparire così smarrita: il caso per noi non è nuovo nè il peggiore. Ti ho detto che cosa dovevi aspettarti quando volesti assolutamente accompagnarmi.
—Va, sono qui, rispose ricoverando il suo coraggio; ed io via come una freccia.
Arrivato alla scala mi venne udito uno scoppio di risa. E un momento dopo il personaggio colla barba bianca e la spada al fianco stringevami, baciavami, e sfogava la sua contentezza con impeto meridionale. Era Mignogna. Nacque in Basilicata, visse quindici anni in galera coll'appendice della tortura, dieci in esilio ove io lo conobbi. Sbarcò a Marsala coi Mille e lo rividi in agosto a Messina. Di gran seguito nella sua provincia, precedette Garibaldi per agevolargli la strada di Napoli.
—Scendete subito, così favellò, e venite con noi; la carrozza ci attende. Vi presento Mele mio compagno di prigione e da stamane ispettore di polizia, il quale vi desidera ospiti suoi.
Non valsero obbiezioni, si dovette obbedire senza indugi.
Il buon letto dell'ospite era troppo buono; abituato alla terra dura e all'aria aperta, il chiuso della stanza pareva mi soffocasse, e la morbidezza delle piume destavami la sensazione del vuoto; laonde girai sino al mattino intorno a me stesso. Scesi, apersi la finestra che dava in un poggiuolo e rimasi come uomo stupefatto davanti ad uno spettacolo inatteso. La tenue luce dell'alba non toglieva alle lave ardenti, che solcavano in due linee parallele e orizzontali il Vesuvio a due terzi del suo dorso, l'apparenza di grandi masse rutilanti di carbonchio. Sarebbesi creduto il cono del vulcano semiaperto da un punto fisso a guisa di coperchio, e scorrente dall'immensa fessura un fiume di gemme colate. Quel rosso cinabro intenso, ondulante, contrastava decisamente con la tinta di calcedonio, la quale come velo diafano involve la natura nei pochi minuti che precedono la comparsa del sole. Gradualmente le lave sembravano disinfiammarsi e impallidire, e il golfo di Napoli venivasi disegnando magnifico, voluttuoso e inenarrabile. Ond'io poetando proruppi:—Splende così la prima aurora della libertà!—Mentre mi cullava in cosiffatte contemplazioni, erasi accalcata sotto il poggiuolo una turba da me non avvertita di popolani che mi affisavano in silenzio. Appena rinvenuto dalla mia estasi mi chinai a riguardare la contrada e tuonò un Viva Garibaldi! Avvedutomi che la camicia rossa causò l'assembramento, feci una riverenza e mi ritrassi tirandomi dietro la persiana. Non veduto, vidi che la folla tosto si diffuse e si confuse nell'ondulatorio e perpetuo movimento di gente sulla spiaggia di Santa Lucia. E lungo codesta spiaggia sorgevano in fila più di cento enormi leggii, a quattro palmi l'uno dall'altro, e da tergo verso il muricciuolo, a mare, tavoli e panche. Sorto il sole, ciascun leggìo venne scoperchiato da un personaggio scalzo, scollato, in farsetto e berretta frigia; spartivasi in caselle a scacchiera, ed entro ogni casella parevami ravvisare un pezzo cristallizzato a colori vivissimi.—Un museo mineralogico, pensai, sulla pubblica via! e i curiosi naturalisti che ci sono in questo paese!—Riseppi che ell'erano frutta di mare, e lazzaroni pescatori i seminudi Linnei. La sera a quei tavoli s'accosta numerosa gente che, alla brezza del golfo, cibasi con delizia grande di quei molluschi aperti, rose e giacinti e fiordalisi marini mollemente natanti in un umore di porpora. Ghiotta grazia di Dio onde ogni sera mi confermai lo spirito e lo stomaco, assiso sulla panchetta al chiaro di luna col Vesuvio all'ovest, il leggìo all'est, a settentrione il Castello dell'Uovo e al sud il piatto di molluschi. E a quella mensa degli Dei trassi parecchi de' miei commilitoni, e si combinò per la sera del 12 settembre un'imbandigione in tutta regola. Io m'impegnai per le frutta di mare, le ostriche, il pane; Nullo pel vino di Capri e i maccheroni, altri pel Lacrima-Christi e le angurie.
Sul mezzodì del 12 di ritorno al palazzo d'Angri da una visita al Castello dell'Uovo, mi si chiamò con premura alla Segreteria. Il colonnello Bertani, segretario generale del dittatore, mi presentò un signore sui cinquant'anni, d'aspetto grave, di faccia e di persona quadra come il miles romanus, vestito in nero, giubba a tagliere, cravatta bianca e berretta da capitano nella mano sinistra su cui brillava un cammeo. Nel mentre m'affacciai sulla soglia della porta, questi stava parlando con accento vibrato, con fisonomia alterata, in piedi.
—Ho capito, me l'ha già narrato, interrompevalo Bertani con manifesta impazienza, e contento del mio apparire volsemi il discorso:—Il signor B…, sindaco di Forio d'Ischia.
Il sindaco, sbirciatomi in un baleno, non mostrossi molto entusiasta di me, e me ne accorsi da una leggera e velocissima contrazione che sorpresi sull'angolo destro della sua bocca. Certamente egli immaginò un uffiziale superiore splendido di ricami d'oro, algerina di cachemire bianco sulle spalle, stivali alla scudiera e speroni affibbiati, onde riluceano le sale del palazzo d'Angri. Ma disgraziatamente io non ero che luogotenente, avevo un cappellino nero conforme a quello di Garibaldi, fatto rossastro dal sole e dalle rugiade notturne, tutto gualcito perchè mi servì di guanciale durante la campagna; avevo un paio di calzoni di panno grigio e una tunica rossa annerita all'ingiro dalla cintura della spada e con larghe macchie di terra e d'erba.
—Il signor sindaco, proseguì Bertani, giunse testè apportatore della triste novella che a Forio d'Ischia scoppiò una forte sommossa a favore del governo caduto, la quale egli opina si dilati e possa mettere sossopra tutta l'isola. Con grave pericolo remigò sin qui per chiedere al governo aiuto immediato, un uffiziale energico che comandi, mezzi sommarî; per offerirsi ad ogni sbaraglio, e promettere l'uso della propria influenza nella parte liberale, sorpresa e battuta, ma coraggiosa e capace d'alte prove se soccorsa in tempo. Il dittatore non dissimulò il turbamento cagionatogli dalla inaspettata notizia, e dopo breve silenzio disse:—Manderò A. M.; e ci licenziò. Egli ti attende per darti le debite istruzioni. E, rivolto al sindaco, soggiunse:—Si affidi a questo uffiziale, e vedrà in poco d'ora sbarbato ogni segno di ribellione nell'isola.