[54.] Cav. Gaetano Milanesi, direttore dell'Archivio Mediceo in Firenze, Documenti per la Storia dell'arte Sanese, in-8. Siena, tip. Porri, 1854, II, 466, produce documenti del dì 9 febbrajo e del 5 marzo 1502, nei quali i giudici e notaj di Siena parlano della vedova e dei pupilli «Magistri Francisci Georgii.... olim magistri Francisci Georgii pictoris et magistri ingegneris de Senis.»

Carlo Pini, La Scrittura degli artisti italiani riprodotta con la fotografia, in-4. Firenze, 1870. Dispensa quinta. Autografo di Francesco di Giorgio e notizie della sua vita: «Nato in Siena addì 23 settembre 1439.... morto nel mese di gennaio 1502.» Dunque di anni sessantadue, e non ottanta di vita.

[55.] Silvestro Guarino, Diario napoletano, ex. ap. Pelliccia, Raccolte di Cronache e Diari napol., I, 223: «A dì 27 novembre 1495, de venerdì, ad ore 23 la cittadella del Castello fo pigliata, perchè ce erano state fatte chiù tagliate nella fabrica e fosso, con fascine e polvere de bombarde, in modo che tutta cascao insieme.»

[56.] M. Antonio Spannocchi, Lettera data da Roma addì 7 dicembre 1495, accennata nelle note del Vasari, ediz. Le Monnier, IV, 206, e pubblicata dall'Angelucci, Ricordi e documenti di Uomini e trovati italiani, in-8. Torino, 1866, p. 14: «D'intorno al Castello è il nostro M. Francesco di Giorgio, et con cave ed altre materie non attende che a stregnerlo di modo che in brevissimi giorni, o per amore o per forza, si existima sarà del Re, chè sotto con cave, et di fuora le bombarde, assai l'hanno offeso.»

[57.] Vannoccio Biringucci, La Pirotecnia. Venezia, 1540, lib. X, cap. IV: «Fu il primo inventore (delle mine) Francesco di Giorgio.... ancorchè tal gloria si desse e dia da chi non lo sa (come io) al capitan Pietro Navarra.... advenendo in questo, come sempre adviene, che la fama delle cose grandi è data alli più degni. Ma l'inventor vero, come v'ho detto, ne fu il sopradetto Francesco, il quale con grande stipendio per le sue virtù stava in Napoli in quelli tempi che il re di Spagna lo tolse dalle mani del re di Francia.... Fece tre di queste mine et con polvere; a un tratto, quando tempo li parve, offese sotto la cappella della chiesa del Castello.» Intendi Nuovo, del quale parla, non dell'Uovo.

[58.] Paulus Jovius, Historiar., lib. III, 92.

[59.] Bembo cit., lib. VIII. — Pietro Giustiniani cit., lib. X. — Guicciardini cit., lib. VI.

De Hammer cit., VII, 138: «La principal condizione della pace era la restituzione di S. Maura, ritenendo in cambio i Veneziani Cefalonia.» e p. 264: «Aloisio Segundino, segretario di Venezia, mandato alla Porta per la pace, con istruzioni del 20 luglio 1503.»

[60.] Ubertus Folietta, Clarorum Ligurum elogia, ap. Burmann in Thesaur. I, i, 816: «Balthassar de Biassia complures annos, magna cum rerum gestarum gloria, sub Julio II meruit, summæ navalium rerum præfectus; quem Ioannes filius, duarum triremium dominus, æmulatus est.»

Guicciardini, Stor., lib. X, ediz. di Ginevra, in-4. 1645, p. 594: «Papa Giulio aveva fatto venire da Civitavecchia il Biascia, capitano delle sue galere.»