[219.] Jacomo Bosio, Storia della sacra religione et illustrissima milizia di san Giovanni Gerosolimitano, in-fol. t. II, 621, A (cito sempre la seconda edizione fatta in Roma dall'Autore l'anno 1602, lasciando la prima imperfetta del 1594.)
[220.] Carlo Promis, Gli Ingegneri militari che operarono o scrissero in Piemonte, in-8. Torino, 1871, p. 92: «Un insigne maestro (sconosciuto pur esso agli Italiani ed ai conterranei suoi) Basilio della Scala, vicentino, uno degli ignorati e primi fondatori di questa scienza, e del quale dirò qui brevemente.»
[221.] Battista Pagliarino, Cronache di Vicenza, in-4. 1663, p. 319: «Famiglie nobili vicentine.»
[222.] Marin Sanudo, Annali veneti. Mss. alla Marciana, t. I, p. 70, B: «Basilio de la Scola vicentino, che era stato col re di Francia sopra le artiglierie.»
[223.] Sanudo cit., Mss.: «Addì 13 maggio 1496 fo principiato di fare alcune artiglierie da bombardare, come fanno le bombarde grosse, le quali viene menate sui carretti al costume dei Franzesi. Basilio della Scola vicentino che era stato col re di Francia sopra le artiglierie, incominciò a gettarne cento pezzi in Canareggio; et mandato detto Basilio per le terre nostre a torre legnami per far fare li carri.»
[224.] Bartolommeo Cartari, oratore di Ferrara in Venezia, lettera al duca Ercole I, data del 7 febbrajo 1501, pubblicata dal marchese Campori, Lettere artistiche inedite, in-8. Modena, 1866, p. 1. (La stampa moderna dice Scala.)
[225.] Archivio dei Frari in Venezia. Deliberazioni del Senato. T. R. 16, dal 1508 al 1509: «A dì 17 febraio 1509 (in stile veneto 1508) A Basilio de la Scola, probo e fedelissimo nostro, che s'altrova a servigi nostri, persona molto necessaria al bisogno delle artiglierie nostre, così per experientia avuta di lui, come per relatione dell'illustrissimo capitano et gubernatore nostro gienerale, annui ducati dusento.» (Ricevuto dal baron Gio. Scola con sua lettera del 24 marzo 1871, presso di me.)
[226.] Luigi da Porto, Lettere storiche, scritte dall'anno 1509 al 1528, ora per la prima volta raccolte interamente e ridotte a corretta lezione, e annotate da Bartolommeo Bressan. Firenze, Le Monnier, 1857. — Lettere del 2 e 7 marzo 1509, p. 1: «Già si è fatta la lega palese.... I Veneziani hanno mandato Basilio della Scola, nostro vicentino, a rivedere tutte le artiglierie che sono nelle loro città e fortezze di terra ferma, come uomo che essi tengono provvisionato sopra le munizioni e terre loro.»
[227.] Castellini, Storie vicentine, in-4, tip. Parise, 1822, t. XIII, lib. xvi: «Che la città sia in debito di fare edificare un castello fortissimo, secondo il disegno di Basilio della Scola vicentino.» — (La stampa dice Scala: ma nell'originale, mi avvisano, è scritto Scola.)
Il Padre Barbarano, Annali di Vicenza, Mss. in quella città. (Narra l'istesso fatto del principe di Anhalt, riporta le medesime condizioni, e scrive Basilio della Scola.)