[35.] Bernardino, cioè Bianchi, segretario del Patriarca, per mezzo del quale si manteneva la corrispondenza ordinaria tra il Legato e il Tesoriere.

[36.] Non perder più tempo!! Testimonianza imparziale del Legato apostolico, ministro papale. Perder tempo! in quelle circostanze, per mancanza del Doria, nel mese d'agosto!

[37.] La Parga. Questo è quel castello, di che parla il Berchet nella sua notissima poesia, intitolata Gli esuli di Parga.

[38.] Lune e giobbia. In dialetto veneto, vale lunedì, martedì, mercoledì, e giovedì: e così Prèvice per Prèvesa, ed altri idiotismi che ciascuno corregge da sè.

[39.] Cannonate qui intende tiri di cannone intiero e ordinario da cinquanta (senza contare i tiri dei mezzi e dei quarti cannoni, da ventiquattro e da dodici), tanti da consumare la munizione valutata a trenta cariche per ciascun pezzo grosso di ciascuna galèa, disponibili in terra, senza togliere le altre trenta necessarie nel mare, che a sessanta si valutava il complesso, come in alcun luogo dimostrerò. Questo doveva essere messo a memoria dal commissario Ricci, perchè fornisse subito dell'altra munizione.

[40.] La Canèa. Dunque liberata dall'assedio, come è detto; e pareggiata la partita colla Prèvesa, da una parte e dall'altra. Le notizie correvano rapide per la vicinanza dei luoghi, la qualità della stagione, e la moltitudine dei fuggitivi e degli incrociatori.

[41.] Interzare, parlando di remeggio in questo caso, significa mettere tre uomini almeno a ogni remo. Chi si trovava con due, era fiacco, e cercava il terzo, pigliandone tra i Turchi prigionieri. Data l'espugnazione della Prèvesa con qualche centinajo di prigionieri, il Patriarca si sarebbe interzato a preferenza di ogni altro.

[42.] La necessità dei tempi. Dunque i Veneziani capivano da sè la qualità dei tempi vicini all'equinozio, la stagione inoltrata, e il bisogno di armarsi a dovere, senza andare all'altrui scuola, e senza ricevere in casa per violenza gente straniera. Dunque la difficoltà dei nostri armamenti era sempre pei rematori. E più si vede uno dei casi che porta la variante nel numero dei legni di un'armata.

[43.] Questi è Miniato Ricci, giovane fratello del Tesoriere, imbarcatosi per venturiero sull'armata romana. Siamo chiari che il fratello maggiore, temendo perderlo, usava ogni arte a richiamarlo: ma egli stette saldo, e appresso avremo una sua relazione inedita della gran giornata, alla quale fu presente.

Mele, mss. cit., Genealogia di casa Ricci, in quell'Archivio, da p. 165 a 180.