Ulloa, 158: «Nembo col vento di Scirocco.»
Paruta, 68.
[63.] Bosio cit., III, 480, D: «Barbarossa si era già tanto avvicinato, che dalle galere delle Religione si discernevano i colori delle giubbe e dei vestimenti dei Turchi.»
[64.] Prudencio Sandoval cit., 185: «Andrea de Oria.... sin concierto ni respecto echò le buelta dè Corfù, hacia do corria el viento; haviendo perdido aquel dia la honra y fama que de buen capitan tenìa.»
Bosio cit., 180, D: «Il Principe fece dare il timone alla banda contro l'aspettazione degli amici e dei nemici, declinando dal dritto cammino, allargandosi in mare.»
Mambrino Roseo cit., 229: «Infame fuga dell'armata cristiana.... Il Principe si rivoltò verso Ponente coll'armata dilungandosi ogni ora più dalla drittura.... e se ne andò a Corfù.»
Ulloa, 157: «E così il principe Doria, capitano di tanta esperienza, quel giorno non valse nulla, perdendo l'occasione migliore che mai ebbe di lode e fama con grande accrescimento della cristiana religione.... L'Imperatore non aveva colpa.»
[65.] Antonio Doria, Compendio cit., 77: «Andrea Doria diede la volta.... Andrea schivò la battaglia la seconda volta.... Barbarossa veduto fuggire le galee cristiane.» (Nel punto della fuga tutti combinano, anche Antonio, parzialissimo di Andrea. Però la sua confusione manifesta nel racconto a salti e pieno di ambagi, tra le quali ne metto una sola per saggio, dove dice: «Restando a ponente più verso la terra di Leucata.» Questo è impossibile, perchè Leucada guarda per traverso ponente, e chi le resta più a ponente sta più verso mare, non più verso terra.)
[66.] Ammirato cit., 661: «Restaronvi prese due galere; una veneta di Francesco Mocenigo ucciso d'archibugiata, ed una pontificia dell'ab. Gio. Batta Bibiena, che fu fatto schiavo.»
Mambrino Roseo cit., 229: «Furono prese due galere di Cristiani; l'una dall'abate Bibbiena.... e l'altra di Francesco Mocenigo.... le quali combatterono con mirabile difesa.»