[90.] La bonaccia dal mezzodì alle cinque pomeridiane. Parla della nave del capitan Hermosilla, che valorosamente si difese. L'autore narra per anticipazione alcuni combattimenti avvenuti dopo.

[91.] Una galèa del Papa. Parla eziandio per anticipazione della galèa del cavalier di Bibbiena: male in gambe, cioè nel palamento, con pochi rematori, come è detto. L'autore non parla per veduta, ma per detto di un marinaro scampato.

[92.] Un nembo. Qui si mostra nella sua semplicità il novello marino, perchè quel nembo di Scirocco sarebbe stato il gran beneficio e avrebbe condotto navi e galere in massa contro il nemico, disordinato, se da chi lo capiva fosse stato colto al detto fine, e non rivolto alla fuga ed al disturbo degli amici.

[93.] Ventiquattro ore. Il tramonto e la fine della giornata, come alla nota 62. Scirocco fresco.

[94.] Paura. Descrive il timor panico propagatosi alla inattesa manovra di Andrea; e la sospensione di Barbarossa nel principio della fuga: chè dopo realmente diè caccia alla coda, dove non era il Ricci.

[95.] Artiglieria a scogli. Qualche iperbole, secondo il solito, messa fuori da belli ingegni.

[96.] Quello. Non ardisce nominare il peccatore, sapendo con chi è legato. Ma prevede che non perderà niente nè in un punto, nè in molti anni di là; ma soltanto nella estimazione degli altri di qua.

[97.] Dominio in cielo et all'inferno. Tratto di spirito, messo in giro fin da quel giorno, e poscia afferrato per inquartarlo a proposito nelle difese di Andrea.

[98.] Mai tal ventura. Qui mettesi in cifra, e parla sul sodo, ed è importantissimo il suo discorso scritto dopo tre soli giorni dal famoso scontro. Egli medesimo si avvede di entrare addentro nella spinosa materia, perchè continua in scrittura arcana, non mai più intesa da altri. Devono essere sentenze udite all'armata a carico di supremi personaggi.

[99.] Il Cavaliere. Dal contesto presente e da tante altre lettere, dove espressamente è nominato, dico il cav. Giovanni Maria Straticopulo dell'Ordine di Malta, comandante di fanale sulle galèe del Papa, del quale sovente parla il Varchi nelle Storie fiorentine, ed il Bosio nelle Maltesi, 88, B; 99, B; 107, A.