22 marzo 1548, i Farnesi vendono agli Orsini per 17,500 (nota 181).
30 agosto 1547, gli Orsini vendono a Sforza per 20,700 (nota 6).
[195.] F. D. Guerrazzi, Vita di Andrea Doria, in-12. Milano, Guigoni, 1864, II, 88.
[196.] Archivio generale del Ministero delle Finanze al Palazzo Salviati in Roma, del quale ho parlato nel primo volume, p. 371; e ne ho dato cenno nel Medio èvo, II, 8, 280.
[197.] Nota di quanto costa una galèa. — Mss. alla Barberiniana in Roma, codice cartaceo del principio del secolo XVII, pagine dodici, segnato LVIII, 9. — Item, cod. LV, 23. (V. vol. I, p. 363.)
[198.] Tagliami nella lista a parte seguono appresso. E quanto alle voci basterà qui registrarle come tecniche e comuni della marineria italiana. La dichiarazione verrà nel mio Vocabolario marino e militare, e qualche cenno nel corso e nell'indice di questa storia.
[199.] Artiglieria, niuna cifra, perchè in Roma la dava senza pagamento il Governo dalle sue armerie, ed io ne indicherò appresso la valuta secondo il documento toscano, senza turbare adesso le cifre del romano.
[200.] Il Cantaro genovese generalmente si valutava 150 libbre romane, qui ridotte a 138. Il Cantaro napoletano a libbre 250.
[201.] Remi, non più a sensile, ma a scaloccio; come dal numero.
[202.] Docum. Toscano, p. 128: «Si pregiano anche i forzati e gli schiavi di una galera: li schiavi a fiorini 80 d'oro l'uno, li forzati a fiorini 40 in 50.» — Tra noi non si valutavano, perchè gratuitamente consegnati dai tribunali. — Quanto ai Bonavoglia, torna il numero preciso e consueto di venticinque per galèa: uno per banco.