[481.] Campana, lib. XI, p. 70, B, med.: «Nella pace del 3 aprile 1559 in Cambrais.... il re Catolico escluse tutti i ribelli del regno di Napoli, di Sicilia, e del ducato di Milano....»

[482.] Pallavicino, Storia del concilio di Trento, in-fol. Roma, 1657, lib. I, in Roma XIV, cap. 15, vol. II, p. 160: «E ben sui primi giorni che arrivò in Roma il nuovo Ambasciatore spagnuolo, i più sagaci odorarono qualche pratica infausta contro i Caraffi.... Il progresso della causa fu che il Duca, condotto alle carceri di Tordinona, quivi fu decapitato insieme col cognato conte d'Aliffe, e con Leonardo di Cardine.... il Cardinale fu strangolato in Castello.... Nel seguente pontificato di Pio quinto, introdotta l'appellazione, il Pontefice nel concistoro pronunciò la sentenza, e decise che il Cardinale ingiustamente ed iniquamente fu condannato, e parimente il Governatore di Roma dichiarò mal condannato il Duca.»

Lettere, scritture, processi, e documenti intorno alla tragedia dei Caraffi. Mss. Casanat., X, V, 41.

Item alla Vaticana, Cod. Urbin., 1666.

[483.] Avvisi di Roma. Cod. Urbin. alla Vaticana, anno 1556, cod. 1038, fol. 154, data del 15 agosto: «Sono arrivati a Civitavecchia novecento Guasgoni.... et le galere sono partite subito per traghettarne altri....» fol. 167: «Sono andate dieci galere da Civitavecchia per voler abbruciare quei ponti,.... Le galere sono ritornate.»

[484.] Mambrino Roseo cit., 562, prop. fin.: «Le galere di Napoli travagliavano anche elle in questa guerra che, spesso scorrendo da Gaeta a Civitavecchia, facevano stare in arme quei luoghi marittimi.»

[485.] P. A. G., La marina nel Medio èvo, II, 231, 234.

[486.] Pedro Salazar, Historia de la guerra y presa de Africa, in-4. Napoli, 1552, p. 64, B, 1, fin.: «Juan Moreto con su hermano llamado Melchior de Belmont....» et p. 67, A, 1, fin.: «Moreto mandò a un gentilhombre Saboyano, mancebo esforzado y animoso llamado Piron Fioresta.»

[487.] Salazar cit., 64, B, 1: «Galera bien armada de franceses i turcos forzados, y de artilleria, y con ciento y sessenta hombres de pelèa.»

[488.] La Salma, che in genere vale Soma o Peso, nel linguaggio di mare del tempo passato valeva tecnicamente (come registra il Casaregio nel Consolato) Misura di capacità per gli aridi, applicata a determinare la portata dei bastimenti. Questa unità di misura variava in diversi modi, e dicevasi grossa o sottile, ordinaria o vantaggiata: variava pure in diversi paesi, e negli stessi paesi per diversi tempi. Confusione comune a tutte le antiche misure, pesi e valute. Si può pareggiare adesso ad un sesto della moderna tonnellata metrica: e così la nave di millecinquecento salme sarebbe di dugencinquanta tonnellate.