Quale uomo di deboli carni e di fragili sensi potrebbe assumere tale opera senza la tema di cadere in quelle inevitabili parzialità che inconsciamente ci vengono dettate dal nostro sangue, dalle nostre opinioni, dal nostro interesse, dal nostro partito? Quale uomo potrebbe assumere questa immensa impresa sicuro di dimenticare di essere anch'egli un uomo e di avere anch'egli da uomo gli stessi interessi di tutti coloro per i quali il Codice viene dettato?

Egli non è un uomo, o meglio, è l'uomo su cui il fuoco passò, purificatore supremo a interrompere, ad annientare l'egoistico lavoro di tutti i sensi».

— Bravo!

— Bene!

«Non è egli la sublimazione del corpo e dello spirito umano? Non viene egli quasi a darci la prova di altri destini, di un'altra vita, vita e destini, nei quali gli umani egoismi, gli umani traffici non hanno più la loro parola?

Non dobbiamo noi ringraziare la sorte di avercelo fatto capitare in questo momento appunto quando dovevamo imparzialmente pesare la nostra coscienza, per costituire un grado unico atto a pesare e giudicare la coscienza di tutti?

E la sorte non ce lo inviò forse perchè noi le dovessimo questo grande, nuovo, immenso, favore?

Noi ti ringraziamo, o benefica sorte, che al momento del dubbio volesti giungere in nostro soccorso.

Noi ti ringraziamo, e ti giuriamo di saperci meritare il grande favore, di renderci degni del tuo inviato!»

— Bravo!