— Ah! Bene! Bravi!.... Oh! mi avete.... mi avete.... schiacciata! Io.... sono vinta, sono perduta, calpestata, e ora da vinta io parlo.
Io posso da vinta almeno supplicare. I vincitori concedono una piccola grazia a chi è debole, a chi è caduto giù....
— Parlate.
— Egli non vi domanda nella sua prigionìa, cibo, come ogni altro recluso, nemmeno una sedia nella sua cella egli vi chiede, ad Iba stesso fu concesso tanto vino finchè ne voleva, dopo avergli rubato il suo tesoro, ma voi non potete dimenticare ch'egli è il figlio della fiamma, voi non glie lo potete negare questo.... Io supplico la pietà della giustizia, a volere concedere che abbia la sua cella angusta un piccolo camino solamente, il suo camino, dove nacque, e dove sempre visse felice alimentato dal fuoco e dalla voce delle sue nutrici. Voi non dovrete pensare a fornirgli un solo tronco, io, io gli anderò ogni sera col fuoco perchè possa riscaldare le membra irrigidite, ravvivare i poveri occhi nelle gelide notti. Voi mi concederete questa grazia, che io vi domando.... inginocchiata.
— Su alzatevi, alzatevi signora Marchesa, la grazia vi è concessa, la cella avrà il camino che voi chiedete e vi sarà praticato un foro dal quale potrete passargli tutta la legna che vi parrà, e dal quale potrete ogni giorno vedere il vostro amante.
— Uh!
— Che manata di fango!
— L'ha ricoperta di fango!
— Fango? Mie buone amiche? Il signor Perelà udì un giorno dalla viva voce di voi tutte, pronunciare, con molta indifferenza, la parola amante.
— Non è vero!