— Ardevano sotto a me costantemente alcuni tronchi, un perenne, mite fuocherello, ed una spira di fumo saliva su su per il camino dove io era. Non ricordo quando in me nacque la ragione, ma io incominciai ad esistere, e gradatamente conobbi il mio essere, udii, capii, sentii. Udii in principio una confusa cantilena di voci che mi sembrarono uguali, capii che sotto a me esistevano degli esseri che avevano qualche attinenza con me, sentii che io era una vita.

Intesi giorno per giorno meglio le voci, incominciai a distinguere le parole, capirne il significato, e sentii ch'esse rimanevano in me non inerti, ma incominciavano la trama di un loro lavoro.

Senza interruzione il fuoco ardeva e la spira calda saliva ad alimentare questa mia vita. Io era oramai un uomo.

Sotto a me erano tre vecchie che alternativamente leggevano, alternativamente parlavano. Appresi così quello che gli altri uomini apprendono dai loro insegnanti. Pena, Rete, Lama, non tralasciarono di prepararmi a nessuna utile cognizione.

Io imparai di guerra, d'amore, di filosofia.... tutto era in quel libro.

— Anche la filosofia?

— Sì.... una filosofia leggera.... leggera.... era quella che poteva giungere sino a me.

— Meno male.

— E tutte le cose mi giungevano così.

— Le tre vecchie si chiamavano dunque?