— Io non sono che un umile e fedele servitore della reggia, Alloro, il più vecchio cameriere delle stanze del Re. Ho veduto qui ed amato tanti Re, ho gioito della loro grandezza e del loro splendore, ho pianto per la loro morte. Ma oggi, quando ho sentito parlare di voi, e quando poi vi ho visto, ho avuto la visione di un nuovo Re, più grande e più bello di tutti gli altri. Ma è vero signore che siete proprio di fumo?
— Si.
— Come poteste rimanere sul fuoco senza bruciarvi? Come poteste giungere a questo? La mia piccola mente si perde a tanto prodigio. Permettetemi signore ch'io vi baci la mano. Consideratemi come il più umile e il più devoto dei vostri servitori, e qualunque cosa possa fare per voi ricordatevi che mi farete felice solo se mi comanderete, se mi dimostrerete la vostra benevolenza e mi farete sentire il vostro dominio.
— Il cerimoniere legge l'ordine del giorno, silenzio!
— Ordine del giorno.
«Domani venerdì a ore cinque, le dame della società e della corte offriranno un thè d'onore al signor Perelà».
— Con intervento della Regina?
— No, silenzio!
«Non saranno ammessi altri uomini che lui. Sua Maestà il Re ha dato speciali disposizioni acciò la festa riesca intima e solenne.