— Io non avrei mai creduto di conoscere sul serio un uomo di fumo.

— E di offrirgli il thè.

— E che lui lo bevesse!

— Quando ieri vi annunziarono in città non volli crederci.

— Io fui delle ultime a crederlo.... ma ora.... eccovi qui....

— Io ho sempre amato il fumo e ciò non m'ha stupito affatto.

— Anch'io sono sempre andata in estasi dinanzi al fumo. Sapete, dalla finestra della villa, quando sono ospite di mia suocera, si vede la grande ciminiera di un'officina, ed io ho passato delle ore intiere a seguire l'esodo del fumo. Una volta il fumo usciva come alitato dalle labbra della ciminiera, come se essa parlasse con una persona lontana lontana, e facesse ogni sforzo per farsi intendere: ha! pha! lha! Un'altra volta vidi proprio bene uscire una lunga fila di fanciulle che si tenevano tutte per la mano, ricordate le donne che si fanno col giornale quando siamo piccine?... Tutte attaccate per la mano....

— Le spose di Perelà.

— E quando mi dissero che c'era in città un uomo di fumo io non stupii affatto e dissi: eh! Ma ne ho veduti centomila volte, dalla finestra di mia suocera! Permettete signor Perelà che io vi lisci un pochino qui, sopra un braccio. Sentite, sentite mie care, è morbido più del più fino velluto, sentite.

— Uh!