Uscivamo dalla casa di una gentile ospite presso la quale avevamo pranzato. Mezzanotte, la via era deserta. Vedo il mio amico appena fuori dal portone dare in smanie, sbuffare, torcersi, dimenarsi, correre verso il muro come se volesse buttarcisi dentro, e darsi con quella po' po' d'agitazione a sodisfare un piccolo bisognino, piccolo piccolo, il più semplice ed innocente di questo mondo.
— Beh! Sei impazzato?
— Oh! Uhf! Ehu! Ohi!
— Insomma!
— Sono da quattro ore in agonia! Ho sofferto le pene dell'inferno! Ma non mi hai visto che non potevo più star fermo sulla sedia? Non hai visto la mia faccia? E tu seguitavi a parlare della Divina Commedia, del paradiso.... ti avrei sgozzato! In certi momenti ti ho odiato! Non mi ero mai accorto quanto sei ridicolo e insulso quando parli.... che gnola!.... Fai proprio voglia di vomitare! Oh! Mi par d'esser rinato! Credevo proprio di scoppiare! Ma non m'hai visto quando ti facevo segno d'andarcene?
— No.
— Sono arrivato che erano le sette e mezza passate, sono salito di corsa.... non ho pensato.... Ho incominciato a soffrire dal principio del pranzo, figurati un poco.... Quattro ore, capisci, quattro ore!
— Perchè?
— Come perchè?