S'ammassan su i ceri spenti
grondanti le lagrime pallide, morte, e non cadono,
siccome le gocce spremute stagnate su cuori pendenti.
Cucù, pappagallo.
Chi vuole Cucù?
Cucù non c'è più!
Cucurucucù.
Eletta, pellegrina.
Diomede Prassede!
Per l'erto Carmelo dei Santi
chi cede con fede, concede.
Manca, contessa.
La casa vorrei ne lo stagno del pianto,
le mura di lagrime, il tetto di dolo,
udire sol l'eco d'un lungo lamento.