— Certo è una cosa che am... mazza.
Il futurismo dunque è quella cosa secondo la quale bisogna far arrivare i giovani di talento e non seguitar sempre a onorare le glorie del passato. Dante, Shakespeare, Michelangelo, Verdi, sono da condannarsi al rogo. Bisogna bruciare i musei, le biblioteche, le pinacoteche, ecc. Benissimo. Abbasso le glorie del passato! Viva il signor Marinetti e soci! E su questo siamo tutti d'accordo. Del pari si potrebbe andare d'accordo anche là ove i futuristi affermano di non volere applausi, ma fischi. È questione di gusti. Perchè non accontentarli?
Certo è che il futurismo farà molto cammino. E già comincia ad imporsi. Conosco una signorina che nel fare gli occhi di triglia a tutti i giovanotti che incontra in società, si immagina sempre di trovare il suo... futuro. Chi più futurista di lei?
— Signorina, quello è un giovane di talento — le disse qualcuno additandole uno dei suoi corteggiatori d'occasione. — Vedrà che fra breve sarà un arrivato.
— Ah! — rispose la bella ragazza sospirando — Preferirei che fosse.... un partito.
Evidentemente dopo l'avvento al potere del futurismo, il passato con tutte le sue glorie incomincia a navigare in acque alquanto torbide. E i poeti futuristi invece nuotano sempre in mari... netti.
La sconfitta del passato e la piena vittoria del futuro si allargheranno poi, sperabilmente, in tutti i campi sociali e civili.
— Signore — piagnucolava l'altro giorno un povero sarto a un giovanotto elegantissimo — in passato ella mi aveva promesso....
— È ora di finirla con questo eterno culto del passato.