Posso io?
ISOTTA.
Ma devi me cercare dentro le mie braccia,
non l'assente: solo me,
e mi conoscerai allora, se pallida,
marmo no, malata di languore,
come notte di maggio e di luna,
e s'aprirà la mia chiusa forza,
come un altro mare...
TRISTANO.
Posso io?
ISOTTA.
Ma devi me cercare dentro le mie braccia,
non l'assente: solo me,
e mi conoscerai allora, se pallida,
marmo no, malata di languore,
come notte di maggio e di luna,
e s'aprirà la mia chiusa forza,
come un altro mare...
TRISTANO.