—Dio buono! disse il Cardinale: insidie, colpe, sciagure, incertezze, ecco il mondo dei grandi e dei piccioli. Ma voi, disse a Lucia, che pensate adunque di fare intanto?
—Io, rispose Lucia, io vedo che il Signore ha deciso altrimenti di me, che non mi vuole in quello stato, e ho messo il mio cuore in pace. E se trovassi dove vivere tranquillamente, fuor d'ogni pericolo; se potessi esser ricevuta conversa in un monastero... consecrarmi a Dio...
—Oh che furia! sclamò Agnese.
—Voi vi siete promessa, buona giovane, disse Federigo: vi siete allora risoluta a promettere senza riflessione, leggermente?
—Questo no, disse Lucia arrossando.
—Bene, disse Federigo, potrebbe ora dunque esser leggiero il ritrattarvi. Se quest'uomo fosse innocente, se potesse sposarvi, che mutamento è accaduto nelle vostre relazioni? Nessun altro che una serie di sventure ad ambedue, e non è questa una ragione per separarvi. Questo non è il momento di pigliare una risoluzione. Sospendete, fate ricerche, aspettate che Iddio vi riveli più chiaramente la sua volontà. L'asilo[87] intanto ve lo troverò io.
Lucia fu tentata più d'una volta di rivelare il voto, ma una vergogna insuperabile la ritenne. Federigo l'assicurò che non sarebbe partito da quei contorni prima d'avere stabilito qualche cosa per lei; e dopo qualche altra parola di consolazione e di avviso la lasciò partire con Agnese[88].