—Parlate, per amor del cielo!
—Sapete voi in che casi, in che spaventi io mi son trovata, in che pericoli?
—Lo so, lo so, e... gli ho perdonato.
—Ora, sappiate quello che nessuno, nè pure mia madre, ha udito finora dalla mia bocca. In una notte... Vergine santissima! qual notte!... lontana da ogni soccorso... senza speranza di liberazione... sola... io sola, in mezzo... all'inferno, ho guardato in su, ho domandato l'ajuto di quel solo che può fare i miracoli... ho domandato un miracolo, e ho dovuto fare una promessa... mi son votata alla Madonna che se, per sua intercessione, io usciva salva da quel pericolo, non... sarei mai stata sposa d'un uomo.
—Ahi! che avete fatto! sclamò dolorosamente Fermo: che avete fatto!
—Ho ottenuto il miracolo, riprese Lucia: la Madonna mi ha salvata.
—Bastava pregarla, e vi avrebbe salvata. Che avete fatto! Che avete fatto! Non dovevate fare un tal voto.
—L'ho fatto: che giova parlarne più? Che giova pentirsi? Pentirsi? No, no, Dio liberi! Egli pure è sempre a tempo a pentirsi d'avermi salvata. Può lasciarmi cadere ancora in un pericolo, e allora, chi pregherei io? che promessa potrei fare?
—Lucia, disse Fermo, e se non fosse il voto...? dite; sareste la stessa per me?