La vedova, compagna di Lucia, era rimasta con gli occhi sbarrati a guardare quel personaggio sconosciuto e ad udire quel dialogo, nuovo per lei; giacchè Lucia, la quale, come si è potuto vedere in altre parti di questa storia, era molto discreta, non le aveva mai parlato nè della sua promessa di matrimonio, nè per conseguenza delle vicende conseguenti. Ma ora non potè scusarsi di fargliene il racconto: e, a dir vero, la disposizione d'animo di Lucia, in quel momento s'accordava assai bene con le voglie, curiose e benevole ad un tempo, della vedova. Quelle memorie, compresse e rispinte per tanto tempo, s'erano ora presentate tutte in tanta folla e con tanto impeto all'animo di Lucia, che il parlarne diveniva per lei quasi uno sforzo necessario. Dopo aver dunque risposto alla meglio ai rimproveri che la vedova le fece dì un tanto segreto tenuto con lei, cominciò il racconto, che fu spesso interrotto dai suoi singhiozzi e dalle esclamazioni e dalle inchieste della ascoltatrice[142].


XXIII.

Scioglimento del voto di Lucia e morte di Don Rodrigo.

Fermo intanto era giunto alla capannuccia del Padre Cristoforo, e avendolo veduto lì fuori, che, pregando, chiudeva gli occhi ad un morente, si era ritirato nella capannuccia, senza dar voce, nè far segno che turbasse quel pio e doloroso uficio. Quando il poveretto fu spacciato, Fermo si mostrò, e il Padre Cristoforo andò a lui, che tosto gli raccontò la lietissima scoperta ch'egli aveva fatta di Lucia viva e sana e quell'altra scoperta che era venuta come a tradimento a guastargli una tanta consolazione. Benchè egli, in questa parte del racconto, volesse aver l'aria di chi propone un dubbio superiore ai suoi lumi, aspettando il giudizio d'un sapiente, pure non lasciò scappare nessuna occasione di qualificare d'imprudenza e di pazzia quel voto, che veniva per lui così male a proposito. Così faceva sentire che, per la parte sua, il giudizio era bell'e fatto; e intanto guardava attentamente ai volto del Padre Cristoforo, per iscoprire un pensiero, dal quale avrebbe potuto dipendere la sua sorte. Ma non potendo leggervi nulla, terminò con una aperta domanda: Che ne dice, Padre? Il Padre stava pensoso: combattuto fra il desiderio di rivedere Lucia e la speranza di consolarla forse, e il timore di rendersi colpevole, abbandonando per qualche tempo i suoi infermi. Dopo essere così rimasto alquanto, pronunziò ad alta voce la conclusione del dibattimento che era stato tra i suoi pensieri. Ho un dovere con quella creatura, diss'egli. Dio l'aveva in altri tempi indirizzata a me, ed ora non me l'ha fatta venir così presso perch'io ricusi di esserle utile. Andiamo.

Lasciò per la seconda volta i suoi ammalati alla cura del Padre Vittore e si mosse con Fermo.

Questi andava innanzi tacito, facendo la guida per quel triste labirinto, e dirigendosi al viale per cui era passato la prima volta, e il frate, pur tacito, gli teneva dietro.

Gli oggetti, che ad ogni mutar di passo si succedevano alla vista, tenevano occupato l'animo di quella compunzione che non trova parole; e in quel momento su quel mesto spettacolo pareva che scendesse e pesasse una mestizia più cupa e più grave dell'ordinario.