«Ah siete solo! Dunque abbiate pazienza, ma una porzione più piccola.»
«È giusto; ma se presto, come spero.... e con l'aiuto di Dio.... Basta; quando avessi moglie anch'io?»
«Allora si cambia il biglietto, e si cresce la porzione. Come v'ho detto; sempre in ragion delle bocche,» disse lo sconosciuto, alzandosi.
«Così va bene,» gridò Renzo; e continuò, gridando e battendo il pugno sulla tavola: «e perchè non la fanno una legge così?»
«Cosa volete che vi dica? Intanto vi do la buona notte, e me ne vo; perchè penso che la moglie e i figliuoli m'aspetteranno da un pezzo.»
«Un altro gocciolino, un altro gocciolino,» gridava Renzo, riempiendo in fretta il bicchiere di colui; e subito alzatosi, e acchiappatolo per una falda del farsetto, tirava forte, per farlo seder di nuovo. «Un altro gocciolino: non mi fate quest'affronto.»
Ma l'amico, con una stratta, si liberò, e lasciando Renzo fare un guazzabuglio d'istanze e di rimproveri, disse di nuovo: «buona notte,» e se n'andò. Renzo seguitava ancora a predicargli, che quello era già in istrada; e poi ripiombò sulla panca. Fissò gli occhi su quel bicchiere che aveva riempito; e, vedendo passar davanti alla tavola il garzone, gli accennò di fermarsi, come se avesse qualche affare da comunicargli; poi gli accennò il bicchiere, e con una pronunzia lenta e solenne, spiccando le parole in un certo modo particolare, disse: «ecco, l'avevo preparato per quel galantuomo: vedete; pieno raso, proprio da amico; ma non l'ha voluto. Alle volte, la gente ha dell'idee curiose. Io non ci ho colpa: il mio buon cuore l'ho fatto vedere. Ora, giacchè la cosa è fatta, non bisogna lasciarlo andare a male.» Così detto, lo prese, e lo votò in un sorso.
«Ho inteso,» disse il garzone, andandosene.
«Ah! avete inteso anche voi,» riprese Renzo: «dunque è vero. Quando le ragioni son giuste...!»
Qui è necessario tutto l'amore che portiamo alla verità, per farci proseguire fedelmente un racconto di così poco onore a un personaggio tanto principale, si potrebbe quasi dire al primo uomo della nostra storia. Per questa stessa ragione d'imparzialità, dobbiamo però anche avvertire ch'era la prima volta, che a Renzo avvenisse un caso simile: e appunto questo suo non esser uso a stravizi fu cagione in gran parte che il primo gli riuscisse così fatale. Que' pochi bicchieri che aveva buttati giù da principio, l'uno dietro l'altro, contro il suo solito, parte per quell'arsione che si sentiva, parte per una certa alterazione d'animo, che non gli lasciava far nulla con misura, gli diedero subito alla testa: a un bevitore un po' esercitato non avrebbero fatto altro che levargli la sete. Su questo il nostro anonimo fa una osservazione, che noi ripeteremo: e conti quel che può contare. Le abitudini temperate e oneste, dice, recano anche questo vantaggio, che, quanto più sono inveterate e radicate in un uomo, tanto più facilmente, appena appena se n'allontani, se ne risente subito; dimodochè se ne ricorda poi per un pezzo; e anche uno sproposito gli serve di scola.