«Avete fatto buon viaggio?»

«Benissimo; e voi altri, come state?»

«Bene, bene. Che nuove ci portate di Milano?

«Ah! ecco quelli delle novità,» disse il mercante smontando, e lasciando il cavallo in mano d'un garzone. «E poi, e poi,» continuò, entrando con la compagnia, «a quest'ora le saprete forse meglio di me.»

«Non sappiamo nulla, davvero,» disse più d'uno, mettendosi la mano al petto.

«Possibile?» disse il mercante. «Dunque ne sentirete delle belle.... o delle brutte. Ehi, oste, il mio letto solito è in libertà? Bene: un bicchier di vino, e il mio solito boccone, subito; perchè voglio andare a letto presto, per partir presto domattina, e arrivare a Bergamo per l'ora del desinare. E voi altri,» continuò, mettendosi a sedere, dalla parte opposta a quella dove stava Renzo, zitto e attento, «voi altri non sapete di tutte quelle diavolerie di ieri?»

«Di ieri sì.»

«Vedete dunque,» riprese il mercante, «se le sapete le novità. Lo dicevo io che, stando qui sempre di guardia, per frugar quelli che passano....»

«Ma oggi, com'è andata oggi?»

«Ah oggi. Non sapete niente d'oggi?»