«No, no; non ne parliamo.»
«Volevo dire che, quando si passava da quella casuccia, sempre si sentiva quell'aspo, che girava, girava, girava. E quel don Rodrigo! già, anche al mio tempo, era per quella strada; ma ora fa il diavolo affatto, a quel che vedo: fin che Dio gli lascia la briglia sul collo. Dunque, come ti dicevo, anche qui si patisce un po' la fame.... A proposito, come stai d'appetito?»
«Ho mangiato poco fa, per viaggio.»
«E a danari, come stiamo?»
Renzo stese una mano, l'avvicinò alla bocca, e vi fece scorrer sopra un piccol soffio.
«Non importa,» disse Bortolo: «n'ho io: e non ci pensare, che, presto presto, cambiandosi le cose, se Dio vorrà, me li renderai, e te n'avanzerà anche per te.»
«Ho qualcosina a casa; e me li farò mandare.»
«Va bene; e intanto fa conto di me. Dio m'ha dato del bene, perchè faccia del bene; e se non ne fo a' parenti e agli amici, a chi ne farò?»
«L'ho detto io della Provvidenza!» esclamò Renzo, stringendo affettuosamente la mano al buon cugino.