Renzo arrivò tutto trionfante, fece il suo rapporto, e terminò con un ahn? interiezione che significa: sono o non sono un uomo io? si poteva trovar di meglio? vi sarebbe venuta in mente? e cento cose simili.
Lucia tentennava mollemente il capo; ma i due infervorati le badavan poco, come si suol fare con un fanciullo, al quale non si spera di far intendere tutta la ragione d'una cosa, e che s'indurrà poi, con le preghiere e con l'autorità, a ciò che si vuol da lui.
«Va bene,» disse Agnese: «va bene; ma.... non avete pensato a tutto.»
«Cosa ci manca?» rispose Renzo.
«E Perpetua? non avete pensato a Perpetua. Tonio e suo fratello, li lascerà entrare; ma voi! voi due! pensate! avrà ordine di tenervi lontani, più che un ragazzo da un pero che ha le frutte mature.»
«Come faremo?» disse Renzo, un po' imbrogliato.
«Ecco: ci ho pensato io. Verrò io con voi; e ho un segreto per attirarla, e per incantarla di maniera che non s'accorga di voi altri, e possiate entrare. La chiamerò io, e le toccherò una corda.... vedrete.»
«Benedetta voi!» esclamò Renzo: «l'ho sempre detto che siete nostro aiuto in tutto.»
«Ma tutto questo non serve a nulla,» disse Agnese, «se non si persuade costei, che si ostina a dire che è peccato.»