«Chi sono que' forestieri?» gli domandò poi a voce bassa, quando quello tornò, con una tovaglia grossolana sotto il braccio, e un fiasco in mano.

«Non li conosco,» rispose l'oste, spiegando la tovaglia.

«Come? nè anche uno?»

«Sapete bene,» rispose ancora colui, stirando, con tutt'e due le mani, la tovaglia sulla tavola, «che la prima regola del nostro mestiere, è di non domandare i fatti degli altri: tanto che, fin le nostre donne non son curiose. Si starebbe freschi, con tanta gente che va e viene: è sempre un porto di mare: quando le annate son ragionevoli, voglio dire; ma stiamo allegri, che tornerà il buon tempo. A noi basta che gli avventori siano galantuomini: chi siano poi, o chi non siano, non fa niente. E ora vi porterò un piatto di polpette, che le simili non le avete mai mangiate.»

«Come potete sapere...?» ripigliava Renzo; ma l'oste, già avviato alla cucina, seguitò la sua strada. E lì, mentre prendeva il tegame delle polpette summentovate, gli s'accostò pian piano quel bravaccio che aveva squadrato il nostro giovine, e gli disse sottovoce: «Chi sono que' galantuomini?»

«Buona gente qui del paese,» rispose l'oste, scodellando le polpette nel piatto.

«Va bene; ma come si chiamano? chi sono?» insistette colui, con voce alquanto sgarbata.

«Uno si chiama Renzo,» rispose l'oste, pur sottovoce: «un buon giovine, assestato; filatore di seta, che sa bene il suo mestiere. L'altro è un contadino che ha nome Tonio: buon camerata, allegro: peccato che n'abbia pochi; che gli spenderebbe tutti qui. L'altro è un sempliciotto, che mangia però volentieri, quando gliene danno. Con permesso.»

E, con uno sgambetto, uscì tra il fornello e l'interrogante; e andò a portare il piatto a chi si doveva. «Come potete sapere,» riattaccò Renzo, quando lo vide ricomparire, «che siano galantuomini, se non li conoscete?»

«Le azioni, caro mio: l'uomo si conosce alle azioni. Quelli che bevono il vino senza criticarlo, che pagano il conto senza tirare, che non metton su lite con gli altri avventori, e se hanno una coltellata da consegnare a uno, lo vanno ad aspettar fuori, e lontano dall'osteria, tanto che il povero oste non ne vada di mezzo, quelli sono i galantuomini. Però, se si può conoscer la gente bene, come ci conosciamo tra noi quattro, è meglio. E che diavolo vi vien voglia di saper tante cose, quando siete sposo, e dovete aver tutt'altro in testa? e con davanti quelle polpette, che farebbero resuscitare un morto?» Così dicendo, se ne tornò in cucina.