Dalle infeconde lagrime

Una speranza è nata,

Che sugli erbosi [sui deserti] tumuli

Siede pensosa [tranquilla] e guata,

E alzando il dito, al vigile

Pensiero un calle [segno] accenna,

Che l’immortal sua penna

Tutto varcar [Oltrepassar] non può.

Oh vieni ancora, o fervido

Spiro, nei nostri seni;