L’ode Marzo 1821 e il frammento Il proclama di Rimini furono la prima volta stampati in un opuscoletto di 15 pagine, a Milano, tipografia di Giuseppe Redaelli, nel 1848, col titolo: Pochi versi | inediti | di Alessandro Manzoni, Nel verso della pagina di frontispizio è questa avvertenza: «Edizione messa sotto la tutela delle veglianti leggi e convenzioni, e che si vende una lira italiana, in favore dei profughi veneti, per cura della Commissione Governativa delle offerte per la causa nazionale.—NB. Si riterranno contraffatte tutte le copie che non portassero il marchio della Commissione suddetta». Difatto, sul frontispizio della copia che possiedo, c’è un bollo rotondo, con dentro scrittovi: Gov.º Provv.º | Commissione | delle offerte.—In quel medesimo anno fortunoso, furon di quei versi fatte altre tre edizioni, a Milano «luglio 1848», a Venezia e a Livorno.—Di poi, nel 1860, il Manzoni li fece ristampare coi tipi e nel sesto dell’edizione delle Opere varie del 1845, continuando la numerazione di queste, e ripetendone, completato, l’indice. Nella copia che ho tra mani, essi fanno corpo col resto, senza che appaia traccia visibile del diverso anno della stampa.

Riproduco quest’ultimo testo, riscontrandolo con quello dell’opuscoletto del 1848, quasi in tutto identico.

Scherillo.


IL CINQUE MAGGIO.[1272]
ODE.

Ei fu.[1273] Siccome immobile,

Dato il mortai sospiro,

Stette la spoglia immemore

Orba di tanto spiro,