Per far con gli occhi a l’egra mente inganno,

Quasi a culto, la miri, era la faccia.

Come d’infermo, cui feroce e lungo

Malor discarna, se dal sonno è vinto,

Che sotto i solchi del dolor, nel volto

Mostra la calma, era l’aspetto. Aperta

La fronte, e quale anco gl’ignoti affida:

Ma ricetto parea d’alti pensieri.

Sereno il ciglio e mite, ed al sorriso

Non difficile il labbro. A me dappresso