Sì, ma d’onor, ma di salute è piena,

E di pietà. Dell’itala fortuna

Le sparse verghe raccogliam da terra,

Il fascio antico in nostra man stringiamo:

Dei vincitori e dei soggetti un solo

Popol facciamo, una la legge, ed una

Sia la patria per tutti, uno il desio,

L’obbedienza, ed il periglio.

C’è bisogno di ancor richiamare i versi, con cui termina il frammento sul Proclama di Rimini: «...dell’Itala fortuna Le sparse verghe raccorrai da terra, E un fascio ne farai nella tua mano....»? Dei quali è solo rimasta un’eco nell’ultima stesura della tragedia, nelle angosciose esclamazioni di Adelchi (III, 1; p. 55):

Il mio nemico