E l’empio corso allenta. Inonorata
La Fatica mirâr, che gli ermi intorno
Campi invano additava, a cui per anco
Non chiedea de la messe il pigro ferro
Gli aurei doni dovuti: a lei compagno
L’Onor si fea; se forse a la sua luce
Più cara a l’occhio del mortal venisse
L’utile Dea. Vider la Fede, immota
Servatrice dei giuri, e l’arridente
Ospital Genio che gl’ignoti astringe