MARTINO introdotto da ARVINO, e DETTI. (ARVINO si ritira).
CARLO.
Tu se’ latino, e qui? tu nel mio campo,
Illeso, inosservato?
MARTINO.
Inclita speme
Dell’ovil santo e del Pastor, ti veggo;
E de’ miei stenti e de’[198] perigli[199] è questa
Ampia mercè; ma non è sola. Eletto
A strugger gli empi[200]! ad insegnarti io vengo