Son desso.

ILDECHI.

(s’inginocchia e mette[275] le sue mani tra[276] quelle di CARLO)

O re de’[277] Franchi e nostro!

Nella tua man vittoriosa accogli

La nostra man devota, e dalla bocca

De’[278] Longobardi tuoi l’omaggio accetta,

A te promesso da gran tempo.

CARLO.

Svarto,