Ferir, percosso dalle nostre ei cadde.

Quando fu al suol, tese le mani in atto

Di supplicante, e ci pregò, che posto

Ogni rancor, sull’aste nostre ei fosse

Portato lungi[283] dal tumulto, in loco

Dove in pace ei si muoia.[284] Invitto sire,

Meglio da far quivi non c’era:[285] al prego

Ci arrendemmo.

CARLO.

E ben feste: a chi resiste