Il rigido impero, le fami durâr:

Si vider le lance calate sui petti,

A canto agli scudi, rasente agli elmetti,

Udiron le frecce fischiando volar.

E il premio sperato, promesso a quei forti,

Sarebbe, o delusi, rivolger le sorti,

D’un volgo straniero por fine al dolor?

Tornate alle vostre superbe ruine,

All’opere imbelli dell’arse officine,

Ai solchi bagnati di servo sudor.