ANSBERGA.

Scaccialo[323] al tutto dal tuo cor. Di nuove

Inique nozze ei si fe’ reo: sugli[324] occhi

Degli uomini e di Dio, l’inverecondo,

Come in trionfo, nel suo campo ei tragge

Quella Ildegarde sua....

(ERMENGARDA sviene)

Tu impallidisci!

Ermengarda! non m’odi? Oh ciel! sorelle,

Accorrete! oh che feci!