Veglio, t’inganna il tuo dolor. Pensoso,
Non esultante, d’un gagliardo il fato
Io contemplo, e d’un re. Nemico io fui
D’Adelchi; egli era il mio, nè tal, che in questo
Novello seggio io riposar potessi,
Lui vivo, e fuor delle mie mani. Or egli
Stassi in quelle di Dio: quivi non giunge
La nimistà d’un pio.
DESIDERIO.
Dono funesto