Che l’ora estrema. Ti fu tolto un regno:
Deh! nol pianger; mel[426] credi. Allor che a questa
Ora tu stesso appresserai, giocondi
Si schiereranno al tuo pensier dinanzi
Gli anni in cui re non sarai stato, in cui
Nè una lagrima pur notata in cielo
Fia contra te, nè il nome tuo saravvi
Con l’imprecar de’[427] tribolati asceso.
Godi che re non sei; godi che chiusa
All’oprar t’è ogni via: loco a gentile,