Ch’io dir non voglio vincitor, lasciasti,

Tu mi sei sacro da quel dì. Supremo

È il momento, o Guntigi: in sull’angusto

Limite, che la morte dalla vita

Parte, la somma delle cose è posta.

Ed il consiglio, che a salvarla io reco,

Importa a te non men che ai regi: e cessi

Il Ciel, quand’anche senza rischio io il possa,

Ch’io mai di te senza di te decida.

Quel che a te dico, a questi prodi il dico.