Serenissimo Doge, Senatori;

Io sono al punto in cui non posso a voi

Esser grato e fedel, s’io non divengo

Nemico all’uom che mio signor fu un tempo.

S’io credessi che ad esso il più sottile

Vincolo di dover mi leghi ancora,

L’ombra onorata delle vostre insegne

Fuggir vorrei, viver nell’ozio oscuro

Vorrei, prima che romperlo, e me stesso

Far vile agli occhi miei. Dubbio veruno