Al mio signor lagnarmi. I miei nemici

Fatto avean siepe intorno al trono: allora

M’accorsi alfin che la mia vita anch’essa

Stava in periglio: a ciò non gli diei tempo.

Chè la mia vita io voglio dar, ma in campo,

Per nobil causa, e con onor, non preso

Nella rete de’ vili. Io lo lasciai,

E a voi chiesi un asilo; e in questo ancora

Ei mi tese un agguato. Ora a costui

Più nulla io deggio; di nemico aperto