IL CONTE.
Profugo, o condottiero. O come il vecchio
Guerrier nell’ozio i giorni trar, vivendo
Della gloria passata, in atto sempre
Di render grazie e di pregar, protetto
Dal braccio altrui, che un dì potria stancarsi
E abbandonarmi; o ritornar sul campo,
Sentir la vita, salutar di nuovo
La mia fortuna, delle trombe al suono
Destarmi, comandar; questo è il momento